"Siete amanti delle lunghe camminate, della natura, del mare e dei boschi? Non sapete scegliere tra mare e montagna? Selvaggio blu è allora il percorso che fa per voi!! Una settimana passata a vagare lontano dalla civiltà, tra la natura selvaggia delle coste sarde, la dove mare e montagna si incontrano, offrendo paesaggi spettacolari e momenti indimenticabili."
"Il trekking più difficile d'Italia", hanno scritto penne autorevoli.
E in effetti, se si considerano le elevate difficoltà tecniche dovute ad alcuni brevi tratti di arrampicata, alle calate in corda doppia ed alla costante assenza di acqua, questo lungo itinerario non trova pari nel resto della penisola.
Di seguito riportiamo alcune note sintetiche utili per comprendere lo sviluppo delle sette tappe del Selvaggio Blu.
Prima tappa
Da Pedra Longa a Cuile De us piggius
Tappa dalla lunghezza volutamente contenuta intorno alle 3 ore di percorrenza ma con 625 metri di dislivello. Nessuna difficoltà tecnica.
Eventualmente concatenabile con la tappa successiva se si parte presto la mattina e se ci si trova già in buona forma fisica.
Si tenga conto che, volendo, è possibile partire direttamente dall'abitato di Santa Maria Navarrese aggiungendo un'ora e mezzo di cammino su facile sentiero.
Seconda tappa
Da Cuile De us piggius a Portu Cuau
Ancora una tappa non particolarmente impegnativa se non per alcune difficoltà di orientamento che si possono incontrare intorno alla parte centrale della giornata (Punta Ginnircu). Appena 210 metri di dislivello in salita per circa 6 ore di cammino.
Terza tappa
Da Portu Cuau a Cala Goloritzè
Lunga tappa da 8 ore con un dislivello in salita che inizia a farsi sentire (565 metri). A parte l'orientamento su sentieri non sempre chiarissimi non si incontrano grosse difficoltà tecnica.
Insuperabile per bellezza il pernottamento (ma soprattutto il risveglio) nella meravigliosa Cala Goloritzè (nella foto), attenti alle zanzare!.
Quarta tappa
Da Cala Goloritzè a Bacu Mudaloru
Si tratta sicuramente della tappa più impegnativa, ovvero di quella che annovera il maggior numero di "ritiri" dal sentiero.
La partenza si rivela dura da subito, per via di alcuni brevi passaggi di arrampicata seguiti da un forte dislivello in salita. Nella seconda parte della tappa si dovrà invece iniziare a far uso della corda per le discese in doppia. Complessivamente 588 metri per una tappa che, di norma, si protrae per non meno di 6 ore.
Quinta tappa
Da Bacu Mudaloru a Cuile Piddi (Mancosu).
Tappa di parziale recupero che inizia comunque con un discreta salita in pietraia e che, in 5 ore, macina i suoi buoni 400 metri di dislivello ed incontra tratti di arrampicata e discese in corda doppia.
Sesta tappa
Da Cuile Piddi (Mancosu) a Cala Sisine.
La tappa "dei boschi", si potrebbe definire, dato che a partire dal Cuile Mancosu si attraversano i grandi boschi sospesi di Biriola, Orronnoro e Sisine.
La cala, quasi un traguardo, la si raggiunge in 5/6 ore di cammino, interrotte da numerose discese in corda doppia (alte fino ai 45 metri) ed alcune arrampicate esposte, anche se oramai ben protette (forse troppo!) da catene di assicurazione.
Settima tappa
Da Cala Sisine a Cala Luna e Cala Fuili.
Ultima tappa priva di evidenti difficoltà e di passaggi tecnici ma che con le sue 5 dignitosissime ore di cammino aggiunge 825 metri di dislivello alle gambe già stanche. Cala Fuili dista 3,5 chilometri di strada asfaltata dall'abitato di Cala Gonone.
La tratta che va da Cala Sisine a Cala Luna ha visto, negli ultimi anni, l'apertura di una variante, vivamente consigliabile, che si tiene più vicina alla costa rispetto all'itinerario originale. Questa ha oramai soppiantato la vecchia tappa che passa all'interno su larga mulattiera... quasi noiosa.
Info utili :
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